Crowdfunding training
Il crowdfunding tirerà fuori il mondo dalla crisi.
Vuoi liberare la tua azienda, il tuo progetto, il tuo sogno dai continui “pitch” ai Venture Capital?
Hai voglia di testare immediatamente la vendibilità del tuo prodotto?
Ti piacerebbe avere totale mano libera nella realizzazione del tuo progetto?
Il Crowdfunding ti permette tutto ciò agendo su questi 3 concetti molto semplici:
1) Connetti il maggior numero di persone possibile alla tua idea;
2) Condividi il progetto, le finalità, i risultati e le difficoltà che potrai incontrare lungo il cammino;
3) Convinci che i soldi che ti saranno affidati sono in buone mani.
Da esperto di tecniche di comunicazione e vendita ho costruito un training che ti supporti nel presentare al meglio la tua idea.
Gli argomenti che tratteremo durante le sessioni saranno:
1) Come costruire un video che ingaggi, spieghi e motivi all’azione i potenziali finanziatori
2) Quale piattaforma scegliere in base alle specificità del tuo business e/o il finanziamento richiesto
3) Quali sono gli ingredienti della formula del successo che ha portato queste aziende semi-sconosciute alla ribalta grazie al Crowdfunding.
In questo video trovi alcuni progetti finanziati, delle case history che analizzeremo in aula, imparando dal loro successo, estraendo da ciascuno il fattore critico. 
Non perdere l’occasione di seguire il primo corso in Italia dedicato a chi vuole sapere COME liberare i propri sogni.
Registrati qui per la prossima sessione di Napoli
Le 3 parole magiche per avere successo nel 2013
Chi vuole avere successo nella vendita quotidianamente si confronta con questi dilemmi:
Come vendere di più, come motivare un cliente nel negozio, come approcciare alla vendita, come superare le obiezioni, idee per incentivare le vendite, motivazione, motivarsi al lavoro.
Anche tu hai tutte queste domande che ti girano nel cervello?
Questo post di fine anno vuole aiutati ad entrare nel 2013 con le idee chiare su come superare brillantemente tutti questi interrogativi.
Per ottenere questo risultato impariamo da cosa fanno i migliori.
In formazione si usa definire casi di successo “best practices”, beh noi le chiameremo “good practice” poichè si possono ancora migliorare…
Good practice numero 1 “il video virale del 2012″ Kony 2012
“nothing is more powerful than an idea whose time has come” recita nei primi secondi.
- 100.000.000 di visualizzazioni in pochi mesi (60.0000.000 nei primi giorni di messa online).
- Ha tenuto incollati al video per 29 minuti, un’eternità, milioni di persone.
- Ha mobilitato le Nazioni Unite, messo in “crisi” l’amministrazione americana, fatto saltare alcune personalità.
- Ha estorto milioni di dollari a persone comuni.
I realizzatori hanno applicato alla lettera le 3 regole che vanno seguite per ottenere la “viralizzazione”. Personalità, Referenzialità, Comunità.
Hanno raccontato una storia molto semplice. Un cattivo da snidare per un mondo da salvare, grazie a te.
Good practice numero 2 “il tweet più retwittato del 2012″
FOUR MORE YEARS
con queste 3 parole Obama ha annunciato la vittoria delle elezioni al popolo americano, dopo una combattuta campagna elettorale. Una campagna elettorale che lo vedeva partire in grande svantaggio rispetto al suo concorrente. L’utilizzo dei social media è stato da tutti considerato un fattore critico di successo.
810.000 retweet e 300.000 preferiti.
Numeri di tutto rispetto.
Cosa hanno in comune questi 2 messaggi? Cosa c’entrano con le tecniche di vendita, con la relazione con i clienti, con la motivazione ed il superamento delle obiezioni?
C’entrano poichè parlano di con-vincere qualcuno a fare qualcosa. Con-dividere un video, mettere un “mi piace”, fare un “retweet”. Con-nectere.
Ecco, il segreto del successo nel prossimo futuro è il “CUM” di estrazione latina.
Connetti, Condividi e Convinci.
Utilizza questi semplici concetti nella tua attività ed il 2013 sarà un anno di grandissimo successo. Insieme.
Buon anno da Master Mind.
le tecniche di vendita delle aziende di successo
Le tecniche di vendita delle aziende di successo come Apple, Google ed Amazon.
Come mai alcune aziende hanno un successo “inspiegabile” ed altre nonostante facciamo degli ottimi prodotti non riescono a sfondare?
Viviamo in un mondo raccontato in crisi ed invece, analizzando i dati di vendita dei top brand scopriamo cose molto diverse dalla nostra immaginazione.
Secondo Interbrand la maggior parte dei marchi mondiali gode di ottima salute, alcuni addirittura fanno balzi in avanti in doppia e tripla cifra.
Apple +129%
Google +26%
Amazon +46%
per la classifica completa questo è il link
Hanno una ricetta magica?
Hanno un prodotto migliore degli altri?
Hanno un team di persone straordinarie?
Può darsi, oppure la risposta è più semplice di quel che sembra.
Dai uno sguardo a questo video:
Che te ne pare?
e guarda anche questo
Che sensazioni ti lasciano?
Come è possibile che riescano ad essere cosi “personali”?
Il segreto sta in queste 3 paroline magiche
Caratteristiche
Vantaggi
Benefici
Una semplice regola che trasforma un prodotto normale in un successo mondiale, semplicemente cambiando il soggetto della comunicazione.
Rimanendo nel mondo tecnologico, negli spot normali tipo questo
dopo UN secondo compare il marchio e dopo OTTO secondi si parla del prodotto. Stiamo parlando di un ottimo prodotto, con elevatissime caratteristiche tecniche ed un prezzo estremamente aggressivo. Costa un quarto di un prodotto Apple… By the way Sony ha perso nell’ultimo anno l’8% di valore secondo Interbrand.
Indovina invece negli spot di 30″ dei campioni di vendita, a che secondo si parla del marchio/prodotto (scommetto che non indovinerai mai anche se azzardi un numero “aggressivo” )
Ti sei reso conto?
Questo significa cambiare il soggetto della comunicazione e rendere il nostro cliente protagonista della sua vita CON il nostro prodotto.
Segui la regola 80-20 e scoprirai un mondo nuovo, ricco e soddisfacente.
80% del tempo dedicato a porre al centro il cliente ed il suo desiderio
20% del tempo dedicato a far comprendere come il tuo prodotto soddisfa QUEL desiderio.
Buone vendite,
maurizio
Come trasformare le obiezioni nella vendita
Una semplice regola per trasformare le obiezioni nella vendita?
Alzi la mano chi non si è mai aspettato la soluzione “magica” alle obiezioni del nostro interlocutore.
Se ti dicessi:
“sei una persona molto in gamba, cerchi su internet cose che ti fanno progredire, sei curiosa ed attenta e farai tanta carriera MA evidentemente non riesci a chiudere un contratto”
oppure
“sei una persona attraente e sicura di se, curiosa ed esigente, dotata di intelligenza superiore alla media MA non riesce ad ottenere un appuntamento interessante neanche con chi abita alla porta accanto”
Come ti senti? Sono frasi che ti lasciano “dentro” sensazioni di apprezzamento oppure di disagio?
Alla fine di quest’articolo scoprirai il “segreto”
Immagina per un momento di essere un venditore con la voglia di portare a casa l’obiettivo quotidiano, dovrai per forza trovare il modo per trasformare le obiezioni nella vendita .
In ogni telefonata, durante ogni visita commerciale e, probabilmente, mentre pronunciamo ogni nostra richiesta immediatamente iniziamo a pensare a cosa ci verrà risposto, quali saranno le obiezioni.
E come per incanto, o se vuoi, per la legge di Murphy arriva proprio QUELLA obiezione: ”no, non mi interessa il tuo prodotto”, “no, non mi interessa uscire con te”, “no, senta non è proprio il momento di acquistare nulla”.
Nella maggior parte dei casi inizia il “ping-pong”, oppure il “braccio di ferro”, della serie vediamo chi resiste di piu’.
Il più classico degli schemi dialettici che viene utilizzati in questo “gioco” è quello denominato “si, ma”
- Si caro cliente, in passato hai avuto problemi con il vecchio venditore MA ora e’ diverso
- Si hai ragione MA ora bisogna cambiare (questa è la peggiore in assoluto)
- Si, sto leggendo questo articolo e mi sembra anche interessante MA nel mio settore/lavoro è diverso.
E tu, quante volte usi quotidianamente questo schema?
In genere viene utilizzato considerandolo una modalità “neutra” di comunicazione, cioe’ ti riconosco del vero in quanto dici e “congiungo” il tuo discorso al mio, in maniera “morbida”.
Peccato! Non è cosi…
La congiunzione ma è una delle cosiddette congiunzioni coordinative di tipo avversativo, quindi, con questo schema noi rispondiamo “contrapponendoci” a quanto affermato dal nostro interlocutore.
La frittata diventa completa considerando cosa succede nel cervello del nostro interlocutore appena risuona la paarolina magica “ma”. Tutto ciò che viene detto prima di “ma” viene AUTOMATICAMENTE CANCELLATO poichè il cervello porta la massima attenzione a quel che viene detto dopo…
Ti sei accorto di come ti sentivi all’inizio dell’articolo?
Rileggendo le affermazioni che ti ho fatto all’inizio, ti sei accorto di quanto è irritante l’utilizzo di “ma” e quanto è stato capace di cancellare tutti gli apprezzamenti che ti ho fatto prima di utilizzarlo?
La gestione delle obiezioni è un tema molto ampio e sul quale tornero’ con altri articoli, nel frattempo, prova semplicemente a sostituire “ma” con “e” oppure “mentre” e raccontami come va.
Cambiamo il “si,ma” con un più efficace “si, e”?
Buone vendite persuasive!
MM
Vendere utilizzando le domande giuste
Vendere utilizzando le domande giuste?
“Chi domanda, comanda” si racconta durante le formazioni vendita salvo poi lasciare da soli i venditori a cercarsi le “domande giuste”.
Oggi vorrei fornirti un contributo partendo da un modello psicologico molto potente che si chiama La Finestra di Johari.
Lo Schema di Johari (o Johari Window) è stato inventato nel 1955 da Joseph Luft e Harry Ingham, che hanno combinato le iniziali dei loro nomi.
Esso definisce le relazioni interpersonali tra persone in quattro quadranti basati su due dimensioni.
Il primo quadrante, chiamato “Arena”, rappresenta le informazioni che sono note sia al soggetto che agli altri. In questo senso è anche definita come area pubblica.
Il secondo quadrante, chiamato la “Facciata”, comprende le informazioni che la persona conosce di sé ma che gli altri non sanno: è anche detta area privata.
Nel terzo quadrante, chiamato “Punto Cieco”, le informazioni sulla persona sono note agli altri, ma non alla persona stessa. L’unico modo che la persona ha per acquisire informazioni in questa area cieca è attraverso il feedback diretto degli altri (espressamente richiesto o meno).
Il quarto quadrante è chiamato “Ignoto”. Rappresenta le informazioni sconosciute sia al soggetto che agli altri. Non c’è modo di acquisire direttamente le informazioni contenute in questo quadrante.
Se trasformiamo magicamente “gli altri” con “il mio cliente” vediamo cosa succede…
Nella nostra relazione di vendita troppe volte rimaniamo ancorati alle domande che appartengono “all’arena“, ovvero informazioni note a noi ed al nostro cliente. Terreno che non aggiunge nulla alla relazione di vendita e, soprattutto, permeato dalla “credenze” limitanti sul nostro prodotto. Risultato probabile… scontro!
Nemmeno domande che ci portano nella casella “dell’ignoto” ci portano risultato. Dell’ignoto si ha, generalmente, paura…
Tanto meno domande su temi “nascosti” nell’area privata del cliente. Non li conosciamo!
Ci resta il “punto cieco” il nostro vero alleato, ciò che noi conosciamo bene e che porta valore al nostro cliente, poichè a lui ignoto.
E’ su questo che dobbiamo imparare a far domande, imparando a vendere il problema, non la soluzione
Un esempio mirabile di questa capacità è dato da questo splendido film di Roberto Benigni “la Vita è Bella”. Osservate come il nostro cameriere riesce a soddisfare il cliente utilizzando il “punto cieco“
Ti sembra difficile a porre le domande giuste per vendite efficaci?
Scrivimi e raccontami la tua attività, sarò felice di poterti dare un contributo.
Venditori etici ed efficaci rendono il mondo un posto migliore.
In bocca al lupo,
maurizio








